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Broker opzioni binarie regolamentati: guida e come scegliere

Chi inizia a fare trading online deve accostarsi alla materia con grande circospezione. Le opzioni binarie sono una operazione finanziaria e come tale connotata da un certo grado di rischio. Le transazioni se affrontate con tutti gli accorgimenti del caso possono finire bene e assicurare il guadagno desiderato, oppure male per uno sviluppo imprevisto della situazione. Non va mai dimenticato che i mercati sono volatili e che questo fatto può mandare all’aria anche la migliore delle strategie create.

L'importanza di rivolgersi a broker opzioni binarie regolamentati

A ciò si deve aggiungere un rischio, quello collegato al broker, che si corre se non ci si informa adeguatamente prima di sceglierlo. Non tutte le piattaforme sono uguali e, soprattutto in regola con gli adempimenti di legge. Scegliere broker opzioni binarie regolamentati è il primo passo per evitare truffe.

Perché occorre la licenza delle autorità di mercato

I broker opzioni binarie regolamentati sono resi indispensabili da un semplice dato, quello rilasciato dal sito della NFA (National Futures Association), secondo il quale negli Stati Uniti ci sono almeno duemila operatori di brokeraggio indipendente e di sollecitazione all’apertura di conti che non sono soggetti alle regole imposte per legge. Di questi solo 24 sono registrati all’NFA, ovvero poco più dell’1%. Un dato che dovrebbe far riflettere, perché chi si trova non soggetto alla legge può dare vita ad attività opache, se non apertamente illecite.

Come avvengono le truffe dei broker infedeli

Un modo per truffare i propri clienti è quello di manipolare i differenziali bid/ask. Va infatti ricordato come gli spread normali sono solitamente tra i 2 o 3 pips, quota che sale a 7 o 8 nel caso di alcune piattaforme. Se non sembra molto, va però ricordato che i 4 o 5 pips di differenza per ogni operazione fatta dalla propria clientela, andranno infine a formare una vera e propria montagna, senza peraltro alcun rischio per il broker.
Altro modo di lucrare sulle operazioni fatte dai clienti è il cosiddetto stop-hunting: in pratica i broker sanno su quali livelli stiano stati impostati gli stop dai propri clienti e possono operare in maniera fraudolenta su di essi. Il broker in pratica, può avere accesso a tutte le nostre coordinate dell’operazione (Entry point,take profit e stop loss) e dare vita a operazioni tali da portare il nostro trade in perdita nonostante fossimo, magari, posizionati nella maniera corretta. Ecco perché occorre rivolgersi a broker opzioni binarie regolamentati.

Quali sono le licenze che deve avere un broker

Quando si parla di licenze, il riferimento è in particolare alla licenza CySEC, quella rilasciata a livello europeo proprio al fine di tutelare gli investitori. Grazie alla licenza CySEC, chi investe il proprio capitale è protetto dalla normativa continentale che prevede una serie di controlli periodici molto severi tesi a certificare la qualità e la trasparenza dei servizi offerti dai broker, sulla base di standard minimi.
Oltre ad essa, sul territorio italiano conta quella concessa dalla Consob, l’autorità che vigila sul corretto andamento delle operazioni di borsa.

Le caratteristiche che devono avere i broker opzioni binarie regolamentati

Una volta che si sia appurata l’esistenza delle necessarie certificazioni (non seguire questa regola espone a grandi rischi), si dovrebbe poi cercare di verificare l’esistenza di determinate caratteristiche chiave. Che sono:

  1. la piattaforma di trading deve essere facile da utilizzare, user-friendly, e stabile, ovvero non essere soggetta a bugs o a problemi di connessione. Il requisito della velocità di esecuzione degli ordini diventa assolutamente fondamentale quando si utilizzano scadenze ravvicinate, come le opzioni a 30 o 60 secondi, nelle quali un rallentamento può infine causare una perdita;
  2. il rapporto tra deposito e investimento minimo. Il deposto minimo è la somma di capitale minima che si può depositare al fine di poter accedere alla piattaforma di trading offerta dal broker. Il trade minimo rappresenta invece la somma di capitale minima che si deve investire in ogni operazione, ovvero per ogni acquisto di una opzione binaria. Il consiglio dato dagli addetti ai lavori è che il trade minimo non superi mai  il 5-10% del deposito minimo, in quanto superando tali percentuali diventa complicato gestire al meglio il proprio patrimonio;
  3. l’assistenza clienti è poi assolutamente decisiva, in quanto non solo serve a risolvere problemi che possono sorgere sin dalle procedure di iscrizione, ma può essere anche un valido aiuto nella fase di investimento. Proprio per questo motivo occorre sincerarsi in via preliminare che la piattaforma cui ci intende legare sia in grado di offrire un servizio di assistenza del tutto professionale e, soprattutto, in lingua italiana.

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